Attività di vigilanza, DURC e invito a regolarizzare

Con nota n. 255 del 17 ottobre 2017, l’INL fornisce importanti indicazioni operative in merito all’attività di vigilanza ed al recupero dei “benefici normativi e contributivi”.

Come noto, la fruizione dei benefici normativi e contributivi è subordinata, tra l’altro, al possesso del DURC, la cui assenza, all’esito dell’invito a regolarizzare emesso dagli Istituti determina la perdita definitiva dei benefici normativi e contributivi goduti e oggetto di verifica, per l’intera compagine aziendale fino all’intervenuta attestazione di regolarità con il DURC on line. Il meccanismo dell’invito a regolarizzare prescinde dalle modalità di accertamento delle omissioni contributive, per cui esso è operante, evidentemente, anche nell’ipotesi in cui le omissioni siano accertate in sede ispettiva in relazione ad uno o più lavoratori. In altri termini, una volta accertata in sede ispettiva una omissione contributiva, la stessa, al pari delle eventuali altre irregolarità già accertate nei confronti del datore di lavoro (ad esempio, l’omessa presentazione dell’Uniemens o dell’autoliquidazione Inail, o ancora l’omesso versamento alle scadenze legali dei contributi e/o dei premi assicurativi scaduti entro la fine del secondo mese antecedente la richiesta di Durc) impedisce il rilascio del DURC on line solo laddove, a seguito della notifica dell’invito a regolarizzare a cura dell’Istituto titolare del credito accertato, non risulti intervenuto, prima della definizione dell’esito della verifica di regolarità, il pagamento delle somme richieste ovvero la sistemazione delle omissioni contestate.
Per altro verso, tuttavia, le violazioni rilevate in sede ispettiva, anche quando abbiano effetti sull’imponibile previdenziale, rappresentano un mancato rispetto degli “altri obblighi di legge”, sicché tali violazioni comportano il recupero dei benefici fruiti limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, pur a fronte di successive regolarizzazioni. Il versamento della contribuzione addebitata per il lavoratore a seguito dell’ispezione incide positivamente solo sul successivo rilascio del DURC. Resta fermo, in ogni caso, che le violazioni degli “altri obblighi di legge” non rilevano solo qualora la regolarizzazione delle stesse avvenga “prima dell’avvio di qualsiasi accertamento ispettivo”.

Erogazioni liberali deducibili con gli eventi alluvionali

Sono state individuate le fondazioni, associazioni, comitati ed enti, per il cui tramite possono essere effettuate erogazioni liberali deducibili dal reddito d’impresa, a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali verificatisi nei giorni 9 e 10 settembre 2017 nel territorio dei Comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, in Provincia di Livorno (PREFETTURA DI LIVORNO – Decreto 02 ottobre 2017).

Sono deducibili dal reddito d’impresa ai fini delle relative imposte le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti.
Le fondazioni, le associazioni, i comitati e gli enti per il cui tramite sono effettuate le erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali verificatisi nei giorni 9 e 10 settembre 2017 nel territorio dei Comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, sono così individuati:
a) organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
b) altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti che, istituiti con atto costitutivo o statuto redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;
c) amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
d) associazioni sindacali e di categoria.

Rimborsi spese di mobilità ai ricercatori di progetti integovernativi: trattamento fiscale

Con la Risoluzione n. 128/E del 18 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale dei contributi alla mobilità, erogati ai partecipanti ai progetti di ricerca intergovernativi, utilizzando i finanziamenti ricevuti dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020. Le somme non devono essere assoggettate a ritenute fiscali al momento dell’erogazione, ma sono tassate direttamente in capo ai beneficiari secondo la disciplina fiscale del Paese di appartenenza. Per i contribuenti italiani rilevano fiscalmente come indennità di trasferta.

IL CASO

Nell’ambito del programma intergovernativo COST (Horizon 2020), che consente a ricercatori, ingegneri, professori, docenti, assegnisti di ricerca e studiosi di diversi Paesi di sviluppare congiuntamente le loro idee e nuove iniziative, mediante il coordinamento di attività di ricerca già finanziate a livello nazionale, sono sovvenzionate con fondi europei le spese di mobilità che i partecipanti sostengono per la diffusione dei propri lavori tra i soggetti aderenti al progetto, per la partecipazione ad attività di networking e meeting (cd. “contributi mobilità).
Il programma individua un unico soggetto coordinatore (nel caso in esame l’Università), a cui è affidato il compito di provvedere al pagamento dei contributi di mobilità in favore di tutti i partecipanti (italiani e stranieri), con la previsione contrattuale che sulle somme erogate ai beneficiari non sia applicata alcuna ritenuta fiscale.

CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

In merito ai contributi di mobilità, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il Soggetto coordinatore, conformemente al contratto di affidamento e gestione delle sovvenzioni, al momento dell’erogazione delle somme destinate alla copertura del costo di mobilità sostenuto dai partecipanti al progetto (italiani o stranieri), non deve effettuare alcuna ritenuta fiscale, ma i beneficiari assoggettano le stesse somme a tassazione sulla base della normativa fiscale del paese di appartenenza.
Qualora, però, il Soggetto coordinatore eroghi dette somme in favore di propri dipendenti, collaboratori o borsisti, in qualità di sostituto d’imposta, deve tener conto di tali erogazioni, per la parte che risulti imponibile ad IRPEF.

INQUADRAMENTO FISCALE DELLE SOMME

Ai fini dell’inquadramento fiscale di tali somme, occorre tenere presente che i costi di mobilità sono finalizzati alla diffusione delle ricerche tra i soggetti aderenti al progetto, i quali tuttavia partecipano all’attività di networking nell’interesse del programma COST (Action) e non come soggetti legati da un rapporto di lavoro con la propria struttura (Università, centro ricerche e simili).
D’altra parte, precisa l’Agenzia delle Entrate, sebbene il contributo non sia erogato al partecipante per remunerare una sua prestazione effettuata nei confronti del Soggetto coordinatore che effettua il pagamento o del proprio ente di appartenenza, ai fini del relativo inquadramento fiscale, non si può prescindere dal considerare il rapporto di lavoro o di “affiliazione” intrattenuto dal ricercatore. Tale rapporto, infatti, permette al beneficiario del contributo, da un lato, di partecipare alla programma e, dall’altro, di usufruire della struttura dell’ente di riferimento per effettuare la ricerca oggetto di divulgazione, attraverso attività di networking finanziate dal COST.
Sulla base di tale collegamento, quindi, secondo l’Agenzia delle Entrate, le somme percepite a titolo di contributo alla mobilità non assumono una autonoma configurazione reddituale, ma costituiscono una componente del reddito di lavoro dipendente o assimilato che il ricercatore, il borsista, il docente, anche a contratto, ritrae dall’attività svolta presso la struttura di riferimento, dalla quale riceve il necessario supporto tecnico, finanziario e logistico per lo svolgimento delle attività oggetto di divulgazione.
Considerato che le somme in questione sono erogate al solo fine di garantire la mobilità dei soggetti beneficiari, coprendo le spese di missione sostenute per partecipare alle riunioni del programma COST, con il rimborso delle spese di viaggio con metodo analitico e delle spese di vitto e alloggio con metodo forfetario, le stesse rilevano fiscalmente come indennità di trasferta.
In particolare, per le trasferte o missioni fuori del territorio comunale, restano escluse da tassazione le somme erogate per coprire costi analiticamente documentati, mentre le somme erogate in misura forfetaria restano assoggettate a tassazione per l’importo eccedente la franchigia.

Scadenza contribuzione del I semestre 2018 al Fondo Sanilog

 

Il 16 novembre scade il termine per il versamento della contribuzione per il I semestre 2018 (1 gennaio – 30 giugno 2018) al fondo Sanilog per il personale di cui al CCNL “Logistica, Trasporto Merci”.

Entro il 16 novembre p.v. le aziende dovranno versare la contribuzione relativa al primo semestre 2018 (1 gennaio-30 giugno 2018) per la copertura di assistenza sanitaria integrativa pari ad € 60 per singolo dipendente, non in prova a tempo indeterminato compresi gli apprendisti, in forza alla data del 31 ottobre 2017.
Come è noto il versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24.
Per verificare la correttezza dell’elenco della forza lavoro per cui è dovuto il versamento, l’azienda deve accedere, dal 23 ottobre p.v. entro e non oltre la scadenza di pagamento del 16 novembre 2017, alla propria area riservata del sito www.fondosanilog.it, effettuare eventuali aggiornamenti (nuove assunzioni/cessazioni) e confermare la distinta di contribuzione semestrale.
Eventuali richieste di chiarimento potranno essere inviate direttamente al Fondo Sanilog al seguente indirizzo di posta elettronica: infoaziende@fondosanilog.it.

FONDAPI: adesioni online

E’ attiva la procedura di adesione online al Fondo Nazionale Pensione complementare per i lavoratori delle piccole e medie imprese (Fondapi).

La nuova procedura di adesione online si affianca alla tradizionale adesione tramite stampa e compilazione manuale del modulo, collegandosi al sito www.fondapi.it e seguendo la procedura rappresentata nel box “Adesione online lavoratori” presente nella homepage.
L’adesione online ha i seguenti vantaggi:
1) Il lavoratore è guidato alla corretta registrazione dei dati necessari alla formalizzazione dell’adesione, riducendo in questo modo la possibilità di errori di compilazione
2) E’ possibile salvare il modulo di adesione sul pc
3) Consente al lavoratore di poter effettuare la scelta di aderire a Fondapi in completa autonomia, senza l’obbligo di richiedere la compilazione del modulo a nessun altro soggetto (azienda o sindacato).
Inoltre su Youtube è disponibile il video che simula la procedura di adesione al Fondo.